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COS'È L'ATP? In parole semplici giuro!

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Pubblicato il: 17 05 2018

Oggi volevo cercare di spiegarvi con parole semplici qual’è la “benzina” che fa muovere i nostri muscoli.

Cercherò di farlo con parole semplici perché in realtà il nostro corpo è più complesso di una macchina di formula uno.

L’ ATP (adenosin-trifosfato) è una molecola ad alto contenuto di energia utilizzata per le classiche contrazioni muscolari. Quando un muscolo richiede energia questa molecola si spezza e   questo dà energia a sufficienza per muoversi. A seconda di quanto chiederemo al muscolo poi seguiranno altre trasformazioni dell’ATP che continueranno a produrre energia anche se in maniera inferiore. Si perché abbiamo scorte di ATP per effettuare contrazioni di 15-20 secondi dopodiché si utilizzeranno le molecole “rimaste” dalla prima combustione o dovremo aspettare che queste vengano rigenerate.

Vi vedo già preoccupati vero? State tranquilli in poco tempo le vostre scorte di ATP si riformano grazie agli zuccheri o all’ossigeno e se ci alleniamo bene… magia! Anche dai depositi di grasso!

Queste poche righe spiegano davvero soltanto in maniera superficiale cosa ci consente di muoverci ma perché ho voluto spiegarvelo?

Perché per noi trainer è importantissimo tenerne conto durante la stesura di un piano di allenamento: a seconda della motivazione che ci spiegherete durante il colloquio tecnico cercheremo di abbinare un tipo di “rigenerazione” o l’altra per farvi dimagrire, aumentare la massa o la forza!

Potremo quindi scegliere di fare due tipi di attività:

  1. L’attività di tipo aerobico, è quella dove si brucia meno ATP, favorisce la tonificazione  muscolare (anche del muscolo cardiaco e del diaframma), aumenta le richieste di ossigeno, favorisce una migliore circolazione/vascolarizzazione nei vari distretti e riduce la pressione arteriosa.    
  2. L’attività di tipo anaerobico, che comporta un impegno più intenso di muscoli, tendini  ed articolazioni, si può protrarre per un tempo molto limitato (appunto il consumo di ATP) e richiede intervalli di recupero. Anch’esso favorisce e migliora l’attività cardiovascolare, ma in particolare favorisce lo sviluppo e l’incremento della massa e della forza muscolare.

La differenza principale tra i due tipi di attività riguarda principalmente le "fonti di energia" che andranno a rimpiazzare l’ATP consumato. Durante un esercizio aerobico, soprattutto nei primi minuti, l'organismo  trae energia dalle riserve di zuccheri (glicogeno) . Protraendo lo sforzo, pur mantenendo una intensità moderata, l’organismo inizierà ad utilizza le riserve di grassi di deposito. Consumare i grassi significa anche abbassare i valori di colesterolo e trigliceridi.

L’esercizio anaerobico, come detto, si caratterizza da sforzi di elevata intensità ma di breve durata, per i quali l’organismo ha bisogno di una grande quantità di energia  nel brevissimo periodo ed è costretto ad attingere a tutte le riserve di zuccheri anche a quelle dei muscoli e del fegato. Nonostante questo, visto l’intensità dello sforzo, le energie si consumano rapidamente e l’organismo ha presto bisogno di recuperare e di riposo. L’alta intensità del lavoro muscolare  fa aumentare la concentrazione di acido lattico che porterà ad una sensazione di stanchezza muscolare.

Detto questo nella speranza di essere stato sufficientemente chiaro e non avervi annoiato troppo ecco perché spesso, quando ci chiedete di dimagrire noi vi “obblighiamo” ugualmente ad usare anche qualche sovraccarico perché grazie a quelli nella fase di recupero post allenamento avrete la possibilità di bruciare qualche grasso extra rispetto al solo lavoro aerobico.

Grazie, buona domenica e buon allenamento!

 

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